iPhone SE 2020, lo smartphone Apple più economico (alla massima potenza): la prova

Se c’è uno smartphone che è associato alla parola “costoso” quello è l’iPhone. Snobbata la fascia bassa, ignorata la fascia media, Apple da sempre propone modelli di punta con la più avanzata tecnologia a disposizione e il più raffinato design, ma che rientrano nella più alta fascia di prezzo. I cosiddetti top di gamma per gli altri marchi, la unica opzione a Cupertino. Con un’eccezione. Era il 2016 quando Apple, per la prima volta, ha proposto un’alternativa. Pensato per chi guarda più al prezzo che al sistema operativo, o per chi è sempre stato un fan di Android ma con una celata curiosità per il mondo iOS. Un modello per attirare nuovi utenti all’interno del suo ecosistema. Si chiamava iPhone SE. Di sicuro non è stato l’iPhone più venduto, ma la mossa è piaciuta. Definito “Special Edition” risparmiava sui costi sfruttando il design dei telefoni precedenti, (in quel caso era l’iPhone 5) mantenendo però la massima potenza disponibile al momento del lancio. Il primo iPhone SE è stato dismesso nel settembre del 2018. E ora, un anno e mezzo dopo (e qualche settimana di ritardo a causa dell’emergenza coronavirus) ecco che arriva la nuova proposta, con la stessa idea di base, l’iPhone SE versione 2020. Che, calcola Counterpoint Research, potrebbe vendere fino a 15 milioni di unità entro capodanno.

Design nostalgico

Dicevamo il recupero del design di modelli precedenti. E infatti questo nuovo iPhone SE, nell’aspetto, è quasi identico all’iPhone 8, il fratello minore dell’iPhone X uscito nel 2017. Chi è ormai abituato all’estetica di nuova generazione dei dispositivi Apple troverà un po’ stonati i grossi bordi che circondano lo schermo. Schermo piccolo per i canoni odierni: misura 4,7 pollici. Così come il tasto Home in basso nella parte frontale. Mantenere un design già conosciuto da tecnici e macchine era essenziale per mantenere basso anche il costo di produzione. Certo è che, abituati a telefoni sempre più grandi (e ingombranti) questo iPhone che ritorna indietro di qualche anno per alcuni può essere invece una piacevole sorpresa. Uno smartphone compatto, raffinato e leggero. Risulta quasi nostalgicamente familiare. E sta anche nella tasca dei jeans attillati senza problemi. Abbiamo detto dello schermo: le misure sono più piccole, vero, ma in quanto a resa non ha niente da inviare ai rivali della stessa fascia di prezzo o persino a quelli più costosi. Il display in Retina HD ha la tecnologia True Tone e un’ottima accuratezza nella resa del colore. I costi sono trattenuti anche dall’eliminazione su questo modello del sensore per il riconoscimento facciale, il Face ID. In quanto a sicurezza, si torna al caro vecchio Touch ID.

La stessa potenza dell’iPhone 11 Pro

Ciò che rende l’iPhone SE un ottimo prodotto è la fusione di due anime: questo design “recuperato” e che abbassa i costi di produzione unito con un cervello pronto, veloce e della massima potenza raggiunta dagli ingegneri Apple. Perché iPhone SE, versione 2020, al suo interno monta lo stesso chip dell’ultimo modello di punta di casa Cupertino, ovvero l’iPhone 11 Pro. Il chip è L’A13 Bionic che lo rende il 40 per cento più veloce del suo “gemello” iPhone 8. All’interno il Neural Engine che permette lo svolgimento di 5 trilioni di operazioni al secondo e lavora per perfezionare il machine learning. A proposito, su questo iPhone SE è stato creato un machine learning controller che bilancia al meglio le performance con l’efficenza del telefono. Ovvero, un software che permette di ovviare alle lacune dell’hardware nell’utilizzo di applicazioni, come videogiochi o strumenti di realtà aumentata. Ma anche nell’utilizzo delle fotocamere. Abbiamo provato le prestazioni grafiche di questo telefono con un gioco ad alta richiesta come Sky: Children of the Light (gioco dell’anno nel 2019) che mostra anche le potenzialità dello schermo in Retina HD. Che non ha niente da invidiare agli schermi di fascia superiore, se non nei grossi bordi neri a cui non siamo più abituati. Il telefono rende perfettamente fluida l’attività di gioco, così come lo scorrere delle immagini. Perfetto l’utilizzo anche della realtà aumentata, in un videogame come premiato come Wonderscope che sfrutta l’ArtKit 3 per creare una fiaba all’interno del nostro salotto. L’A13 Bionic interviene anche nella durata della batteria. Che non è eccezionale, ma sopravvive senza problemi per un’intera giornata – nella nostra prova siamo arrivati a sera con il 10 per cento ancora disponibile con un’utilizzo piuttosto intenso. Soprattutto, l’A13 Bionic, il chip di ultima generazione prodotto da Apple, è alla pari di quelli montati sui top di gamma degli “avversari” Android. È un chip di un telefono da oltre mille euro, montato su uno che ne costa la metà. Ed è anche lo strumento che permette a questo dispositivo di poter accogliere gli aggiornamenti del sistema operativo per i prossimi 3-4 anni senza avere problemi di rallentamenti o malfunzionamenti.

Se una fotocamera è abbastanza

Se giriamo il telefono, troviamo una grande mela posta al centro – come nei nuovi design degli iPhone – disegnata su un retro composto di vetro e alluminio, caratterizzato da un processo di colorazione a sette strati. Il vetro permette anche la ricarica wireless. I colori disponibili sono tre: nero, bianco e rosso (Product Red). Questo iPhone SE ha un grado di protezione IP67. Resistente all’acqua dunque e alla polvere, come non molti dei modelli della stessa fascia di prezzo. In alto troviamo una sola fotocamera, con un sensore da 12 megapixel e grandangolo. Dove non arriva l’hardware, anche qui, interviene il software. Grazie agli algoritmi del Neural Engine, questa unica fotocamera è in grado di proporre scatti all’altezza dei più raffinati comparti fotografici dei nuovi smartphone. Le differenze sono minime se scattiamo con una luminosità intensa, mentre la qualità diventa un po’ più scarsa negli scatti notturni. Due le funzionalità che hanno reso famoso l’iPhone: la possibilità di girare video ottimi con un piccolo dispositivo mobile e la modalità ritratto. Nel primo caso, non ci sono delusioni: l’iPhone SE propone girati di alta qualità, in 4K e fino a 60fps, con una registrazione audio in stereo. Con possibilità di utilizzare lo Slo-motion e il Time-Lapse. Nel secondo caso, la modalità ritratto, il risultato è quasi identico a quello di un iPhone 11 Pro se proviamo a scattare un ritratto a una persona. La fotocamera sfrutta il machine learning per stimare la profondità di campo e replicare, in digitale, ciò che proporrebbe un più strutturato comparto fotografico. Purtroppo la stessa intelligenza artificiale ha bisogno di riconoscere un volto umano per attivare la funzione e dunque la modalità ritratto non funziona se vogliamo circondare di effetto bokeh un fiore o il nostro animale domestico. Le stesse possibilità le ritroviamo sulla fotocamera frontale, da 7 megapixel.